Posts filed under 'Notizie dall'estero'
Occhio bionico per due persone colpite da retinite pigmentosa
LONDRA – Impiantato per la prima volta un «occhio bionico» in due pazienti inglesi, malati di retinite pigmentosa, una malattia ereditaria che colpisce la retina. La speranza dei medici è che questa prima sperimentazione terapeutica si riveli valida e riesca da dare speranza a chi ha perso la vista a causa di questa patologia. L’occhio bionico, inseriro da Lyndon da Cruz, si chiama Argus II e funziona grazie a una telecamera che trasmette un segnale radio a un sottilissimo ricevitore e a un piccolissimo dispositivo elettronico inserito a livello della retina, la membrana nervosa che si trova sul fondo dell’occhio. Gli elettrodi di questo dispositivo stimolano quanto rimane dei nervi della retina permettendo al segnale di passare lungo il nervo ottico e di raggiungere il cervello, dove il segnale viene decodificato e «trasformato» in immagine.
PER ORA VISIONE PARZIALE - L’occhio bionico, impiantato al Moorfield Eye Hospital di Londra è stato sviluppato dalla società americana, Second Sight, e secondo i ricercatori, è in grado di ripristinare un livello base di visione.
Sulla sperimentazione c’è una comprensibile cautela. Non è certo se i due pazienti, sui quali è stata sperimentata la tecnica, riusciranno a vedere di nuovo: l’obiettivo, per ora, è quello di dare loro la possibilità di distinguere almeno contorni di luce ed ombre. «Il dispositivo è stato impiantato con successo in tutte e due i pazienti, che ora si stanno riprendendo bene» ha rifertito Lyndon da Cruz. Anche David Head, British Retinitis Pigmentosa Society, è soddisfatto del lavoro compiuto, e confida molto nel successo di questa nuova terapia l’unica speranza, ha detto, insieme alla ricerca sulle cellule staminali, per i malati di retinite pigmentosa.
PROSPETTIVE - Mark MHumayun, professore di oftalmologia e bioingegneria al Doheny Eye Insitute di Los Angeles, che ha sviluppato la tecnologia e l’ha già utilizzata in alcuni pazienti negli Usa, ha dichiarato al Timesonline di essere ottimista sulla possibilità di ridurre ulteriormente le dimensioni della già minuscola telecamera e di poter aumntare il numero di elettrodi del dispositivo. Quelli utilizzati finora hanno a 16 elettrodi, ma i tecnici avrebbero già in fase di sviluppo avanzato un dispositivo con 60 elettrodi e si presume sia possibile arrivare ancha e mille elettrodi. Aumentando il numero di elettrodi si potrà ottenere una sempre maggiore definizone delle immagini.
1 comment Aprile 22, 2008
Cataratta in seguito a terapia steroidea
La cataratta è un evento avverso noto associato alla terapia steroidea per via sistemica, oftalmica o topica.
Nel 2006 il Centro Regionale di Farmacovigilanza di Parigi ha riportato un caso di cataratta capsulare posteriore bilaterale in un ragazzo di 13 anni che aveva assunto, per la cura dell’asma allergico, beclometasone per via inalatoria (250 µg BID) per 4 mesi l’anno per un totale di 4 anni (3). La sua acuità visiva era rimasta tale da evitare l’intervento chirurgico.
Gli Autori allora hanno fatto una revisione di cinque studi sul rischio di cataratta in bambini e uomini trattati con steroidi per via inalatoria. Quattro studi riportavano episodi di cataratta e tre mostravano un aumento dell’incidenza , statisticamente significativo, fra gli adulti. Non erano presenti casi di pazienti al di sotto dei 13 anni.
Questo rappresenta un motivo in più per riconsiderare la necessità di una terapia a lungo termine con steroidi per via inalatoria.
Fonte: Prescrire International 2007; 16: 22; ripreso da www.farmacovigilanza.org
Add comment Gennaio 16, 2008
Occhi Artificiali fatti a mano…


Quello che vedete sopra è un modello di occhio artificiale, per persone che lo hanno perso a causa di incidenti o malattie, creato nel laboratorio del signor Kim Erickson.
Su spokesmanreview.com trovate un video ben fatto con tutto il procedimento, mentre nella continuazione di questo post ho riportato i passaggi più importanti.

Come prima cosa un wafer di ceramica viene colorato prendendo come riferimento l’occhio sano, cercando di imitare il più possibile le sfumature naturali.

Il passaggio seguente prevede un confronto con l’occhio sano per verificare il lavoro svolto.

Il wafer una volta pronto viene fatto cuocere in modo da far vetrificare la ceramica per renderla lucida e rassomigliante agli occhi veri.

Infine, l’occhio artificiale viene inserito, grazie a un attrezzo con una piccola ventosa, all’interno della cavità del bulbo.

Campioni di occhi artificiali realizzati a mano dal signor Kim Erickson.
Tratto da Bioblog.it
2 comments Dicembre 23, 2007