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Lenti a contatto… ma con attenzione.

MILANO – Ogni giorno in Italia una persona perde un occhio a causa del cattivo uso delle lenti a contatto. L’ allarme è di Matteo Piovella, segretario della Società Oftalmologica Italiana (SOI). Per evitare questi esiti negativi la società scientifica ha sentito il bisogno di fornire un’ informazione adeguata ai 2 milioni di portatori di lenti a contatto e ha incaricato Nextplora di una indagine sugli utilizzatori italiani. Ne esce una fotografia poco confortante: sono per lo più donne e persone di età compresa fra 25 e 34 anni, con stile di vita trendy e molto attenti al benessere personale e alla cura di sé, che considerano importanti gli occhi e lo sguardo. La gran parte delle lenti utilizzate sono quelle morbide, mensili o quindicinali. Ma solo due utilizzatori su 10 le curano in modo adeguato. Solo il 19% provvede a ‘massaggiare’ le lenti strofinandole leggermente tra le dita (tecnicamente il ‘rub’) e a detergerle con apposite soluzioni prima della conservazione.

“Procedure – dice Antonio Mocellin, vicepresidente SOI – che sono invece fondamentali per la conservazione della lente, oltre che per la corretta igiene dell’occhio. Il ‘massaggio’ della lente con la ’soluzione unica’ – spiega l’oculista – serve a ripulirla delle proteine che vi si depositano con l’uso e bisogna farlo sempre. Mentre i contenitori delle lenti devono essere sostituiti ogni mese. Differente discorso per le ‘one day’ e le semirigide (gaspermeabili): le prime devono essere veramente buttate via dopo l’uso, anche se sono state portate per poche ore; le altre sono meno a rischio di infezioni, ma va ugualmente utilizzata una igiene scrupolosa”. Piovella ricorda che la cosa assolutamente da non fare è lavare le lenti sotto l’acqua del rubinetto (e nemmeno farsi la doccia con le lenti a contatto). Perché nell’acqua corrente è facile contaminare le lenti: la più comune infezione e anche la più devastante è quella da acantoameba, che provoca ascessi e cheratiti corneali irreversibili. Ma è possibile infettarsi anche con candida, streptococco, stafilococco, pseudomonas… E nonostante il 74% degli utilizzatori di lenti a contatto dichiari di usare la soluzione unica, c’é ancora chi davanti allo specchio (e al lavandino) del bagno, cede alla tentatazione di sciacquare la lente sotto l’acqua corrente. Molti ritengono che le soluzioni saline siano sufficienti. Invece, queste servono solo per sciacquare le lenti ma non le sterilizzano.

“Questo cattivo uso delle lenti a contatto e la mancanza di informazioni corrette che ne sta alla base, è conseguenza – secondo Piovella – della negativa frattura, che c’é solo in Italia, fra medici oculisti e ottici. Tutto questo – conclude il segretario SOI – è anche causa della alta quota di abbandono (per sopraggiunta intolleranza o peggio) che arriva al 25-30%. E del fatto che in Italia, l’uso delle lenti a contatto resti al di sotto del 40% rispetto agli altri Paesi europei”.

Dal sito Ansa.it del 13 Marzo 2008 

Add comment Marzo 13, 2008

Aumentano le patologie degli occhi

Screening della vista, le recenti scoperte in ambito farmacologico, la proiezione degli interventi chirurgici sulle patologie oculari, effettuati in tutta Europa.

Sono stati alcuni degli argomenti che hanno aperto la prima giornata di lavori del convegno “Chirurgia Oculare in diretta” organizzato nella sala Terminal della Stazione Marittima di Napoli.

A confronto sessanta relatori provenienti da tutta Italia. Un focus di approfondimento, organizzato da Raffaello Di Lauro, primario oculistica del Cto di Napoli e da Lucio Zeppa, coordinatore dell’attività chirurgica dell’U.O. di oculistica dell’Azienda Ospedaliera S.Giuseppe Moscati di Avellino. Grande attenzione alle malattie che interessano la cornea, nella maggior parte dei casi colpiscono entrambi gli occhi, rendendo le persone quasi completamente cieche (i giovani tra i 15 e i 35 anni ne sono maggiormente colpiti.

I relatori si sono soffermati sull’innovativa tecnica del Cross-Linking, adottata per curare il cheratocono, una malattia della cornea paragonabile ad una distrofia progressiva non infiammatoria, che colpisce all’anno 50 persone ogni 100.000, sia uomini che donne, generalmente in giovane età, fra i 20 e i 30 anni. La sperimentazione avanzata della metodica Cross-Linking, ha dato ottimi risultati, non è invasiva e utilizza il laser a raggi ultravioletti per contrastare l’evoluzione del cheratocono.

Una sessione del convegno ha intereressato il problema glaucoma, che colpisce in Italia 600 mila persone. Una patologia particolarmente temibile proprio perchè spesso non presenta sintomi e per questo motivo necessità di controlli periodici, specie dopo i 40 anni. Il glaucoma se non diagnosticato in tempo può avere pesanti ripercussioni sulla qualità della vita delle persone che ne sono affette, condizionandone l’attività lavorativa e di relazione.

Tra le principali cause di cecità nella popolazione in età superiore ai 50 anni vi è la degenerazione maculare senile: il tema sarà oggetto di approfondite discussione dei relatori, grande attenzione anche per le cause del distacco della retina.

Add comment Dicembre 22, 2007

Riconoscimento al prof. Maselli: “Una vita spesa per l’oftalmologia”

La SOI, Società Oftalmologia Italiana di grande tradizione avendo appena celebrato il suo 87° congresso, ha organizzato a Venezia quello che è stato definito “un evento di straordinaria ed irripetibile importanza anche con il pieno appoggio dell’American Academy of Ophthalmology presenti qualificati opinion leader internazionali in un confrontarsi con una oculistica italiana all’avanguardia.

In questa solenne occasione è stato assegnato il “PREMIO MEDAGLIA D’ORO MAESTRI DELL’OFTALMOLOGIA, UNA VITA SPESA PER L’OFTALMOLOGIA” così trasformato . durante l’assemblea dei Soci del 21.11.1992 (prima era premio per lavoro inedito di semeiologia oculare). Il prestigioso riconoscimento per il 2007 è andato a due insigni oculisti, il Prof. Eduardo Maselli e il Dott. Dario Aureggi (Nel 2006; Prof. Giuseppe Carella, Prof. Roberto Guerra, Prof. Albino Rapizzi; nel 2005 Prof. Bruno Bagolini, Prof. Umberto Merlin, Prof. Cesare Quintieri).

Da 31 anni a Sondrio
Grande soddisfazione a Sondrio, anzi anella frazione di S. Anna, ove il prof. Maselli vive.
Maselli Eduardo è nato a Foggia il 25 maggio 1934, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bari nel 1958, specialista in Clinica Oculistica presso la stessa Università nel 1962.
Nel 1962 ha seguito il suo Maestro Prof. Francesco Orzalesi alla Università di Milano.e nel 1968 diviene Assistente Universitario di ruolo; nello stesso anno prende la Libera Docenza in Clinica Oculistica presso l’Università di Milano.
Arriva in Valtellina 36 anni fa, nel 1971 è infatti Primario della Divisione di Oculistica dell’Ospedale Civile di Sondrio fino al 1997. Da tale anno esercita la libera professione presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza interessandosi soprattutto di oftalmochirurgia infantile

Profilo professionale :
L’ attività chirurgica è rappresentata da migliaia d’ interventi sul bulbo oculare ( dalla chirurgia degli annessi al segmento anteriore , alla retina), mentre l’ attività di ricerca è documentata da oltre 100 articoli su riviste italiane e straniere, e da importanti capitoli sulla chirurgia della cataratta congenita e del glaucoma congenito pubblicati su noti volumi di chirurgia oculare.
Nel 1961 ha collaborato con F.Orzalesi e M.Miglior ad importanti studi sugli effetti del Lisozima sui tessuti oculari. Nel 1968 , in collaborazione con la Clinica Medica di Milano, ha pubblicato una serie di studi sull’importanza degli immunodepressori nella terapia delle uveiti .Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto alla oftalmochirurgia pediatrica, in particolare alla chirurgia del glaucoma e della cataratta congenita e dello strabismo.
Sulla chirurgia del glaucoma nel 1975 ha messo a punto una particolare tecnica chirurgica, la Diatermotrabeculotomia ab externo, tecnica presentata in Congressi dell’American Academy e della ESCRS a Praga ,Orlando, Lisbona, Londra ecc. e in numerose pubblicazioni.

Nel 1988 è stato fra i primi chirurghi in Italia ad eseguire l’impianto di lente intraoculare nei casi di cataratta congenita nei neonati .Ha partecipato e organizzato numerosi convegni su tale tema .
Nel campo dello strabismo ha seguito le teorie sulla sagittalizzazione degli obliqui dello strabologo belga Marc Gobin, operando centinaia di casi e pubblicando numerosi lavori in merito.

E’ socio della Società Oftalmologica Italiana , della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica,
dell’ American Academy of Ophthalmology dal 1986 , della European Society of Cataract and Refractive Surgeons e della Società Europea del Glaucoma.
Nel 1979 ha vinto il premio Cattaneo
Nel 1999 ha vinto il premio Orzalesi
Negli anni ottanta , con i Padri Comboniani, ha organizzato un safari medico nella savana del nord Zaire ( attuale Congo) operando e visitando centinaia di malati.

Le pubblicazioni
Fra le pubblicazioni più importanti su riviste italiane e straniere ricordiamo:
L’uso degli immunodepressori nella terapia delle uveiti : Atti Società Oftalmologica italiana e
Atti della Società Francese d’oftalmologia nel 1968. Atti Soc. Italiana Medicina Interna 1969.
Gli studi sugli effetti degli estratti gametici sulle manifestazioni dell’invecchiamento , in particolare sulla cataratta. Atti Soc. Oftalmologia Italiana 1972. British Journal of Ophthalmology nel 1980 e nel 1982
Diathermo- Trabeculotomy ab externo ( A new technique for opening the canal of Schlemm).
In British J. Ophthalmology 1975 e nel 1977 e in “ Glaucoma” 1986
Intraocular lens in unilateral congenital cataracts . Atti First World Postgraduate Surgical Week
XXVI World Congress Intern. College of Surgeon. Milan 1988
Il trattamento dello strabismo da sagittalizzazione degli obliqui . J. Fran. Ophtalm. 1992
L’indice dello spostamento miopico nella pseudofachia pediatrica . Ophthalmology . 2000
“Può l’impianto primario di lente intraoculare prevenire il glaucoma “afachico” nel bambino ?”
Journal of Am.Ass. Pediatric ophthalmology. 2000

Oltre la professione
Eduardo Maselli è sposato con quattro figlie. La moglie Maria Pia, diplomata di Conservatorio, è stata per anni Direttrice artistica del Circolo Musicale CID, ora giunto alla 47a Stagione concertistica. Si è dedicato alla pittura e alla scultura fin da ragazzo . Dipinge preferibilmente ad olio e con acrilico, e nella grafica predilige la litografia e l’incisione su rame. Ha partecipato a numerose collettive e personali a Milano, in Valtellina e in Umbria. Nel 1977 ha organizzato per Amnesty International la collettiva “Omaggio di artisti valtellinesi ai Diritti civili dell’Uomo”
Nel 1982 ha vinto , per la grafica, la coppa del Prefetto della provincia di Sondrio al Concorso “L’Adda e il suo paesaggio”. Nel 1995 ha vinto il “Premio speciale della Giuria” , 30 a edizione, del “Gran Premio Internazionale di Pittura Contea di Bormio”.
Si dedica a numerosi sport quali la vela, lo sci, il tennis e il golf.
Produce personalmente del buon vino rosso, Sassella, da una piccola vigna di proprietà a S. Anna in zona all’uopo propizia.

Il commento
Il commento può essere uno solo: complimenti e grazie. Grazie in quanto se è vero che a Sondrio venivano da tutta Italia per mettersi nelle sue mani è anche vero che i primi beneficiari sono stati i valtellinesi.

PS Quando è arrivato aveva fatto sensazione la notizia che avesse già al suo attivo, se ricordiamo bene, 700 interventi con il laser che all’Ospedaòle di Sondrio, ma così in tanti altri, non era ancora arrivato…

Tratto da gazzettadisondrio.it – 30 XI 07 – n. 33/2007, anno X°

Add comment Dicembre 17, 2007


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